Dodicesima puntata - Sul palco zurighese col sindaco palermitano

7 Maggio 2008

Dopo aver organizzato due eventi molto impegnativi, uno estremamente soddisfacente (Trilok Gurtu al Teatro dell’Unione di Viterbo, pieno in ogni ordine di posti, a chiudere in bellezza quella che sarebbe stata purtroppo la penultima edizione di “Meridiani Jazz”) e uno piuttosto deludente e triste (Elio e le storie tese al Politeama di Terni, pieno meno di metà, concerto che fu l’ultima occasione di incontrare Paolo Panigada alias Feiez, Mu Fogliasch, Luigi Piloni, Largo Factotum e Paul Branigade …. prima della sua prematura scomparsa), mi concessi, insieme alla mia dolce metà, una vacanza “lavorativa ma non troppo” nientepopodimeno che a Zurigo, guarda caso, per merito o a causa di Pippo Pollina.
In quell’ occasione il Comune di Zurigo, in particolare l’Assessorato alla Cultura, ricambiava al sindaco di Palermo Leoluca Orlando l’ospitalità che esponenti delle istituzioni e di importanti media svizzeri avevano ricevuto in occasione del concerto del ritorno di Pollina a Palermo nell’ottobre precedente.
Il piccolo ma prestigioso Theater Am Hechtplatz era tutto esaurito quel 25 marzo. Sul palco protagonista non fu soltanto Pippo, che suonò accompagnato dal virtuoso chitarrista argentino Pablo Miguez, ma un ottimo show in lingua tedesca lo fece anche il sindaco di Palermo (dotato di cospicua scorta svizzera), ricevendo scroscianti applausi. Dopo il concerto il Comune di Zurigo invitò sindaco, scorta, musicisti e molti amici ad un gustoso rinfresco e l’Assessore alla Cultura Perlocher, artefice dell’intero evento, accolse tutti con grande simpatia, proponendo ulteriori future sinergie culturali fra Zurigo e Palermo. Sembrava ci fossero davvero le premesse per la realizzazione di importanti iniziative musicali, che avrebbero coinvolto in modo significativo Pippo Pollina e, di conseguenza, la nostra struttura.
Il rientro in Italia (rigorosamente i auto, dato che allora per Zurigo non si parlava neppure lontanamente di voli “low coast”) ci vide pieni di entusiasmo e pronti ad intraprendere ulteriori un po’ folli (col senno di poi) iniziative.
Intanto ci aspettavano l’incontro decisivo per l’uscita de “Il giorno del falco” con “Rosso di sera / Sony Music” e quello ancora più atteso con l’ufficio stampa.

Fine marzo 1998 - Fine dodicesima puntata

Unicesima puntata - Il fatale incontro (preambolo)

27 Aprile 2008

L’opportunità di avere per Pippo Pollina una distribuzione apparentemente prestigiosa e valida come quella di Sony Music, attraverso Rosso di Sera, aveva portato grande entusiasmo ed era risultato subito necessario dare un sostegno promozionale all’ uscita (o supposta tale) del CD.
Per la pubblicazione del CD i nodi vennero però presto al pettine e si capì che di idealismo, nel mercato discografico, ce n’era ben poco e che si agiva quasi esclusivamente per profitto; Venturiero chiarì, nei primi giorni di Aprile, quando tutto sembrava essere stato stabilito, che per far uscire il CD era necessario pagare una somma alla Sony, parte di un suo non indifferente debito pregresso con la multinazionale del sol levante. Di fronte ad un evidente “prendere o lasciare” decidemmo di pagare i circa 5 milioni richiesti, confidando su di un rientro di almeno parte della somma dalle vendite del CD.

A sinistra Renato Venturiero

Per la promozione dovevamo trovare un buon ufficio stampa, capace anche di essere sensibile ai contenuti delle canzoni di Pippo Pollina; la cosa non era per noi molto semplice, poichè fino a quel momento avevamo curato direttamente la promozione degli eventi da noi organizzati, con dignitosi risultati ……… ma promuovere un artista, perdipiù quasi sconosciuto in Italia, e un CD era ben altra cosa.
Da Palermo arrivarono dei suggerimenti che sembravano interessanti. Fabio Bagnasco, che come già detto lavorava all’ufficio stampa del Comune di Palermo, fece notare che il Sindaco Orlando, per la comunicazione a livello nazionale, veniva seguito da un’agenzia di Roma di nome Media Network; titolari dell’agenzia erano dei giovani molto intraprendenti, fra i quali spiccava, quale leader strategico e creativo, un certo Andrea Scrosati, reduce da brillanti studi presso i Gesuiti e fin dai tempi del liceo organizzatore di eventi e meetings di notevole spessore.
Ricevetti il telefono di Scrosati, lo chiamai ed ebbi fissato con lui un appunamento a breve termine.
Non ricordo bene la data in cui mi recai per la prima volta presso la Media Network, nel centro di Roma a due passi dai Fori Imperiali, ma penso fossimo alla metà del marzo ‘98.
Il primo incontro col giovane intraprendente comunicatore non fu particolarmente entusiasmante. Lui sembrò non considerare particolarmente l’artista Pippo Pollina e la sua storia e, tra l’altro, la sua agenzia non si era mai occupata, fino ad allora, direttamente di progetti musicali. L’unico fatto che sembrava dare qualche piccola motivazione al mio freddo interlocutore era il fatto che il CD “Il giorno del falco”, sul quale si sarebbe dovuto lavorare in Italia, in Germania, dove era già uscito da circa un anno, era distribuito da una multinazionale, la BMG Ariola (in Italia ex-RCA); in pratica dei contenuti artistici poco gli interessava, quello che lo colpiva era solo il nome di una multinazionale in copertina.
Ci lasciammo dopo poco, restando che lui ci avrebbe pensato e si sarebbe fatto sentire eventualmente a breve con una proposta.

Metà marzo 1998 - Fine undicesima puntata

Storia di Storie di note - Puntata EXTRA (senza numero)

26 Aprile 2008

Questa è una piccola divagazione temporale nel racconto decennale di Storie di note, ma è piuttosto interessante se rapportata al presente.
Si tratta di un brevissimo accenno all’ incontro che portò Storie di note ad intraprendere una stetta collaborazione con il grande poeta della canzone d’autore italiana, il Maestro Claudio Lolli. Nella primavera del 2000 a Catania si tenne un pessimo Salone nazionale della musica italiana, che aveva l’ambizione di proporsi come concreta risposta del Sud all’ormai celebre Salone di Torino (musicale, ovviamente); noi vi prendemmo parte con uno stand, seguendo consigli rivelatisi assolutamente non attendibili. La descrizione di quei 10 allucinanti giorni la potrete leggere a suo tempo, ma quell’infausto evento ci dette l’opportunità incontrare Claudio Lolli in circostanze surreali, durante un suo faccia a faccia col discusso cantatutore manifestamente fascista Massimo Morsello, detto il “De Gregori nero” (in seguito prematuramente scomparso per malattia), con l’inquietante presenza della crema dello squadrismo di estrema destra siciliano. In quell’occasione Lolli ci raccontò, insieme ad un suo amico trevigiano ce lo accompagnava, della triste sorte del suo precedente album, intitolato “Viaggio in Italia”, uscito, anzi, non-uscito, con distribuzione Sony nel 1998. Il CD non era mai stato reperibile nei negozi, non era in vendita su internet, non aveva avuto alcuna promozione e, essendo introvabile, non aveva venduto praticamente nulla; la multinazionale inoltre dava il CD all’artista al costo pazzesco di Lire 27.000, il che precludeva anche la vendita ai concerti. Un vero massacro per quell’album.

Copertina CD Viaggio in Italia 

Questo breve accenno a quell’episodio, di cui parleremo a fondo al momento opportuno, per sottolineare che VIAGGIO IN ITALIA, il CD “Desaparecido”, è improvvisamente riapparso e Storie di note contribuirà in parte a sanare questa grave mancanza mettendo finalmente in circolazione, nel miglior modo possibile, il disco fino ad ora introvabile.
L’ appuntamento è a brevissimo, noi vi terremo informati sulle date da queste pagine e da quelle del sito internet di Storie di note.              

Decima Puntata - La strana avventura con Charlie Mariano

24 Aprile 2008

Quell’inverno fu particolarmente intenso, a livello di organizzazione di spettacoli e preparazione di nuovi progetti; ma la collaborazione con Pippo Pollina e la scommessa del suo ritorno artistico in Italia, anche alla luce del recente “bidone” subito da Vince Tempera, assumeva un ruolo sempre più significativo nel nostro già massiccio programma lavorativo. E così, tra un concerto e l’altro di una riuscita edizione di “Meridiani Jazz” a Viterbo (con, oltre a De Piscopo, Harold Land con Giulio Capiozzo, i Pentangle con ospite John Renbourn e il grande Trilok Gurtu) e un estemporanea puntata a Terni per organizzare per la 5° e ultima volta “Elio e le storie tese”, i contatti con Zurigo e Palermo erano sempre più frequenti.

In quei primi mesi del 1998 stavamo organizzando la 4° edizione del rimpianto festival “Orte di note Village”, programmato per il mese di giugno, proprio (e sarà la sua sventura) in concomitanza con i fatidici mondali di calcio in terra di Francia. Il programma sarebbe stato fin troppo ricco (ne parleremo più approfonditamente a suo tempo), soprattutto per l’impari concorrenza del calcio.

Già fin da quei giorni post-palermitani avevamo meditato di inserire anche Pippo Pollina nel programma del festival e, visto che i contatti con altre manifestazioni non erano pochi, pensammo di provare a costruire un vero e proprio tour in festival estivi di un certo rilievo.

charlie-mariano.gifA tal proposito ci venne un’idea che in teoria e a priori risultava molto forte e utile alla causa, ma che col senno di poi sarebbe risultata una grossa forzatura. Pippo Pollina nel 1993 aveva partecipato ad una grande tournèe contro i rigurgiti neonazisti in Germania, al fianco del celebre cantautore tedesco Konstantin Wecker; nell’organico della band che accompagnava Wecker c’era anche una vera celebrità del jazz di oltreoceano, il sassofonista italo-americano Charlie Mariano, che da alcuni anni viveva in Germania.

Pippo propose a Mariano di partecipare ad un tour con lui in Italia e l’anziano, ma ancora vitalissimo musicista accettò con grande piacere; essendo la sua famiglia di origine abruzzese, ci sarebbe anche stata l’occasione di visitare il paese dei suoi nonni, in provincia di Chieti, approfittando delle vicinanze con il concerto in programma a Vasto (CH).

Ma ai concerti estivi mancavano ancora diversi mesi e, per il destino della nascente Storie di note, i fatti salienti riguardavano soprattutto le auspicate incursioni discografiche di Pippo Pollina in Italia. E proprio per questo, per provare a concretizzare la distribuzione nel Belpaese de “Il giorno del falco”, il 13 febbraio ci si ri-incontrò con Renato Venturiero, il titolare della storica etichetta ”Rosso di sera”, che pareva l’unico discografico sulla piazza ad essere un po’ romantico e fuori dagli schemi da volersi cimentare nel lancio del CD di colui che era ancora per l’Italia un emerito sconosciuto.

L’incontro andò bene, Renato confermò l’intenzione, prese tutto il materiale e si ripromise di presentarlo al suo distibutore, la molto meno mitica ”Sony Music” (almeno per noi e di cui parleremo fin troppo spesso in futuro), a breve, per poter avere una rapida risposta e poter preparare in modo dignitoso l’eventuale uscita dell’album, da realizzare possibilmente a metà primavera.

E intanto il fato preparava il rocambolesco fatidico incontro con colui che sarebbe stato per oltre 8 anni la voce comunicativa di Storie di note; a questo evento assolutamente rilevante sarà interamente dedicata l’undicesima puntata, nei prossimi giorni su questi schermi.

13 febbraio 1998 Fine della nona puntata

Nona puntata - Due giorni e una notte difficili da dimenticare

16 Aprile 2008

Il primo appuntamento a Palermo fu ovviamente a casa Pollina, dove conoscemmo i genitori di Pippo, la sorella e, soprattutto, il fratello minore Massimiliano, che, pur in modo apparentemente distaccato e non troppo convinto, avrebbe avuto (e ha tutt’ora) un ruolo molto significativo nel percorso artistico del nostro cantautore. A casa Pollina incontrammo con piacere anche sua moglie Christine, coi due figli, ancora ovviamente piccolini, e con Ilaria nacque una grande amicizia. Mangiammo in una trattoria tipica, insieme a Bagnasco e ai fratelli Pollina e molto si discusse, di fronte ad ottimi cibi e vini, sul passato artistico del cantautore e sulle possibili opportunità, in relazione ad un auspicato rientro nell’ambiente musicale italiano.
Max Pollina lavorava all’epoca presso il negozio di dischi all’interno del celebre club musicale Agricantus ed era un notevole esperto di musica, oltre che grande fan di Franco sia lui che Fabio Bagnasco conoscevano personalmente il grande musicista catanese, che frequentavano spesso. Massimiliano mostrava molto scetticismo sulle possibilità del fratello nel mercato musicale italiano, a differenza di Bagnasco che appoggiava con grande convinzione ed entusiasmo il progetto di Pippo Pollina. Per certi versi Max non aveva torto, da allora in poi le difficoltà per dischi e concerti d sarebbero state tante, ma il suo senso critico sembrava un po’ esasperato …
Nel pomeriggio Pippo ed io ci recammo a piedi verso la residenza del Sindaco Orlando, che avremmo di li a poco incontrato per discutere di un progetto che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, coinvolgere altri comuni e sindaci progressisti intorno ai concerti del nuovo arrivato.
La casa era molto bella, nel mezzo di un classico giardino siciliano, ricchissimo di vegetazione. Se ben ricordo l’edificio era un villino ottocentesco a due piani, piuttosto monumentale, anche negli arredi.
Quello che colpì maggiormene però, arrivando, era la presenza, numericamente importante, di forze dell’ordine in borghese, almeno una decina di persone, tra scorta del sindaco e sorveglianza dell’edificio; noi però, evidentemente perchè attesi da Orlando, non subimmo alcun tipo di controllo arrivando, anzi fummo accompagnati molto gentilmente alla villa.
Il sindaco ci fece attendere un po’ ma poi fu molto cordiale e si mostrò interessato a sostenere possibili iniziative per far conoscere in Italia la musica di Pippo Pollina; si parlò dell’ipotesi già citata di organizzare dei concerti in collaborazione con alcuni fra i comuni i cui sindaci erano in stretto contatto con Orlando, sui temi di giustizia e legalità.
Terminata la visita fummo accompagnati a scorazzare in auto e poi a piedi nelle zone più pittoresche del centro storico palermitano, in zone davvero particolari come i quartieri Vuccìria e Kalsa; in zone particolarmente nascoste e degradate si cominciavano a vedere i segni significativi degli interventi di recupero architettonico, dopo decenni di totale abbandono.
Cenammo in pizzeria, vicino al porto, a due passi da dove quindici anni prima il giovane Pippo Pollina, studente di giurisprudenza, si era fatto fermare dai carabinieri, mentre armeggiava, inconsapevole, sulla parete posteriore di una caserma, alla ricerca di antichi oggetti archeologici.
La cena fu molto allegra e vi parteciparono anche altri amici di vecchia data di Pippo; per me fu un episodio ancor più rilevante, poichè, senza che fosse successo nulla di particolare, decisi di mettere in atto un proposito che covavo da tempo, smettere di fumare. Ci avevo provato già più volte nel passato, ma forse fu l’aria davvero magica del capoluogo siculo a fare la differenza.
Il giorno seguente lo dedicammo interamente al riposo e al turismo, dato che ci attendevano giorni molto impegnativi, con un imminente concerto di Tullio De Piscopo a Viterbo.

6 gennaio 1998 Fine della nona puntata

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Ottava puntata - Un giorno a Roma e due a Palermo.

3 Aprile 2008

Prima della spedizione palermitana, decisiva per i futuro della “Pollina connection” e di Storie di note ancora in embrione, c’è un’ importante episodio romano.
Lunedì 15 dicembre ‘97 infatti Pippo Pollina sbarca nuovamente a Roma, dopo il concerto dell’ Akab, e dà inizio alle pratiche per il suo rientro artistico in Italia.
Già nella serata ci rechiamo presso la sede dell’etichetta “Rosso di sera” per incontrare, accompagnati da Bungaro (che lì è di casa), il titolare Renato Venturiero, che, come detto, aveva assistito al concerto di Pollina di un mese e mezzo prima. Al telefono il produttore veronese si era detto disponibile a valutare l’ipotesi di curare la distribuzione in Italia dell’ultimo album dell’artista palermitano. L’ufficio di Venturiero, purtroppo prematuramente scomparso circa due anni orsono, si trovava in
Via Asiago, a due passi dala storica sede della Radio RAI; la sua grande scrivania era totalmente coperta dai tantissimi CD che Venturiero aveva in qualche modo contribuito a pubblicare. “Rosso di sera” aveva un contatto di distribuzione con la Sony e durante l’incontro fu deciso di proporre alla sezione italiana della multinazionale giapponese di prendere in licenza e distribuire l’album “Il giorno del falco”, proprio quello che ci aveva tanto colpito al primo ascolto.
Con Pippo pensavamo di aver già in buona parte risolto i problemi del suo rientro in Italia; avere il suo ultimo CD distribuito anche nel nostro paese, per un “pivello” della discografia quale io ero, significava che coloro che avrebbero cominciato ad interessarsi a questo “nuovo” artista del sud proveniente da nord e i suoi amici di vecchia data avrebbero trovato senza difficoltà in Italia “Il giorno del falco” nei principali negozi di dischi …… in seguito avremmo capito molte cose e la parola “distribuzione discografica” sarebbe divenuta qualcosa di simile a un incubo.
Renato Venturiero avrebbe contattato i suoi partners della Sony subito dopo le vacanze natalizie. L’idea era di provare ad uscire in Italia in primavera.
Nel frattempo con Pippo si era deciso che sarei sceso presto a Palermo per alcuni incontri molto importanti, in primis col Sindaco Orlando, ma anche per conoscere il mondo in cui il cantautore aveva trascorso i suoi primi 22 anni, per poi intraprendere, nel 1985, il suo grande viaggio per l’ Europa.
Subito dopo il Natale e il Capodanno, il 5 gennaio ‘98, partii in aereo da Roma Fiumicino con  Ilaria, mia moglie e socio, alla volta di Palermo.
Ero già andato più volte nel capoluogo siculo, ma sempre via mare o terra, mai in aereo; Ilaria invece era al suo debutto palermitano.
L’atterraggio a Punta Raisi, ora Aereoporto “Falcone e Borsellino”, metteva all’epoca non pochi timori, vista la manovra abbastanza brusca a cui erano costretti gli aerei per imboccare le piste di atterraggio sfiorando la montagna; e i precedenti del tragico incidente del maggio 1978 e della tragedia di Ustica dell’ 80 (che tanto avrebbe coinvolto Pippo e noi tuttidieci anni dopo) certo non davano serenità.
Comunque il volo filò liscio e atterrammo a Palermo in una splendida giornata di sole; messi i piedi a terra a fianco delle piste la luce quasi accecante del sole e la temperatura più che mite non facevano certo pensare di essere in pieno inverno.
Ci venne a prendere, per portarci a Palermo, una persona che aveva già allora un ruolo molto significativo nell’ “affair” Pippo Pollina, dalla sua posizione di addetto stampa del Sindaco Orlando: Fabio Bagnasco. Con la sua piccola ma sgusciante utilitaria ci portò, sfrecciando sull’autostrada Trapani-Palermo, verso il capoluogo.
Fu molto emozionante passare a Capaci nel luogo della strage, dove una striscia rossa attraversava l’autostrada dove il giudice Falcone, la moglie e gli agenti di scorta furono assassinati dalla mafia nel ‘92.
Giungemmo quindi a Palermo dove avremmo trascorso meno di due giorni e una notte difficili da dimenticare.

5 gennaio 1998  Fine dell’ottava puntata

Settima puntata - Anche un salto nel futuro, per perdonare un mese di ritardo

24 Marzo 2008

Eravamo rimasti molto tempo fa (quasi un mese) con una promessa di mantenere una frequenza nelle puntate della nostra storia. Non è stato possibile perchè, dato che la storia è scritta a braccio, senza un menabò, il sommarsi di impegni non prorogabili, di problemi molto seri da risolvere,  con un difficile trasloco della sede di Storie di note e continui viaggi per seguire appuntamenti per noi fondamentali (Ivrea con Fabrizio Zanotti per Srebreniça, Zurigo 3 giorni orsono per Pippo Pollina e Ultimo volo e non solo), mi ha tolto il tempo e la tranquillità per procedere.
Mi scuso vivamente per l’ ennesimo ritardo e cerco di farmi perdonare con una puntata speciale che anticipa alcuni prossimi episodi fra i più significativi di cui potrete leggere. Spero che ritornerete in tanti a leggere questa storia come per le prime puntate.
Nella prossima incontreremo Pippo Pollina a Zurigo con la sua famiglia, poi ci sarà il suo primo tour italiano, accompagnato dal celebre sassofonista italo-americano Charlie Mariano, il primo CD (un EP con 4 brani dedicato a Ken Parker) da noi pubblicato, la pubblicazione de “Il giorno del falco”, il Balik Studio e la registrazione di Rossocuore, Nada e Battiato e un video-clip davvero speciale, la nascita di Suonimusic, l’uscita di Rossocuore, il folle salone della musica di Catania, l’incredibile incontro con Claudio Lolli, l’amicizia con Nada e le prime collaborazioni e per ora, siamo all’inizio del 2001, possiamo fermarci.
Torniamo quindi a Zurigo dove (dicembre 1997) incontriamo per la prima volta Pippo Pollina in casa sua con la sua famiglia. Stiamo a casa sua, Bungaro e io, in attesa dell’importante concerto di Stäfa il giorno dopo. La casa non è ne grande ne piccola, ma è calda e accogliente. Conosciamo la moglie di Pippo, Christina, che molto aveva collaborato anche alla realizzazione dei suoi dischi precedenti, e i due figli, il maschietto di 4 e la femminuccia di 1 (vederli ora così cresciuti ed emancipati fa impressione, ma anche piacere).
Nella casa c’è una stanza utilizzata da Pippo Pollina come studio e lì ho l’occasione di conoscere in modo tangibile i suoi già significativi trascorsi.
Imponenti rassegne stampa in tedesco dei suoi ultimi album, locandine e poster di grandi eventi con celebri artisti (Moustaki, Feliciano, Branduardi, Tracy Chapman, Wecker…), tante foto e uno scatolone di video VHS, di cui alcuni assolutamente sorprendenti, con immagini di concerti e partecipazioni televisive, rigorosamente su emittenti svizzere, tedesche e austriache.
Le immagini che più colpiscono sono quelle del tour con Konstantin Wecker del 1993, dal titolo Uferlos (senza barriere), contro i preoccupanti rigurgiti neonazisti del post-riunificazione tedesca; concerti davanti a decine di migliaia di persone straordinariamente coinvolte. Ed è davero emozionante per Storie di note essere ora protagonisti, 15 anni dopo, del nuovo progetto discografico e concertistico di Pippo Pollina con Konstantin Wecker. 
Dopo questo profondo tuffo di conoscenza nell’ universo artistico di Pollina, ci rechiamo ad assistere al secondo concerto in terra elvetica, a Stäfa, sulla costa nord orientale del lago di Zurigo. La serata è anche in questo caso riuscita, il locale è molto grande e ci sono circa 300 spettatori, ovviamente paganti.
Durante il concerto Pippo ospita Bungaro che esegue un paio di brani molto applauditi. Sarà l’unica occasione in cui i due artisti si incontreranno su di un palco; troppa la differenza nei testi e nelle musiche fra i due artisti, ricche di profondi contenuti, di impegno e di forza quelle di Pollina, molto più “leggere”, seppur molto ben interpretate quelle del cantante brindisino.
Ed infatti quel viaggio in Svizzera, al cui termine, al rientro a Orte, la mia vecchia Subaru esalerà il suo penultimo respiro (resisterà eroicamente ancora un’ anno), oltre a rafforzare ulteriormente la mia scelta di lavorare al fianco di Pollina per aiutarlo a ritornare “artisticamente” in Italia, determinerà l’inevitabile fine della mia collaborazione artistica con Bungaro.
Non ricordo bene come trascorsero il Natale e Capodanno immediatamente successivi, ho bene in mente invece un importante e decisivo viaggio a Palermo dei primi giorni del gennaio 1998.
Decisivo perchè cominciammo proprio allora a “tramare” seriamente al fianco di Pippo, ma anche perchè fu proprio in quell’occasione in terra di Sicilia che, dopo anni di tentativi, riuscii ad abbandonare definitivamente il vizio del fumo dopo oltre 25 anni.
La cronaca palermitana rigorosamente entro due giorni, pena un mare di meritati ”insulti telematici”.

Termine 1997 - inizio 1998, fine settima puntata

Sesta puntata - Alla scoperta del Pollina-mondo

25 Febbraio 2008

I giorni seguenti il concerto furono intensi e concitati. Pippo restò ancora un po’ a Roma, incontarndo per diverse ore Nando alla Chiesa, raccontandogli per filo e per segno la sua storia, in funzione del libro che il sociologo stava scrivendo. Poi maturò molto rapidamente la decisione di approfondire la conoscenza di Pippo Pollina, sia artista che uomo. Sapevo che in quel periodo il musicista palermitano stava tenendo una lunghissima serie di concerti in club e piccoli teatri della Svizzera e della Germania, in compagnia del bravissimo chitarrista argentino, anch’egli trapiantato in Svizzera, Pablo Miguez. Dato che stava diventando forte la convinzione di dedicarsi al progetto di riportare Pòllina in Italia dalla porta principale, sembrò assolutamente necessario andare a vederlo all’opera dove era ormai divenuto quasi un personaggio di culto, in Svizzera ed anche in Germania. Stabilimmo che avrei assistito a due concerti, nel mese di dicembre ‘97, raggiungendo dapprima Pollina in auto a Burgdorf, vicino a Berna, dove aveva un concerto in un piccolo ma prestigioso club, per poi recarmi con lui a Zurigo, lì pernottare e il giorno dopo assistere ad un secondo concerto a Stefa, sul Lago di Zurigo. Mi recai in Svizzera accompagnato da un amico musicista, apprezzato e abbastanza conosciuto, Bungaro. Andammo oltre frontiera con la mia vecchia ma indistuttibile Subaru Leone e dopo una decina di ore di viaggio arrivammo a Burgdorf, giusto in tempo per assistere ad un concerto, interamente cantato in Italiano, dove il pubblico era al 95% di madrelingua tedesca, ma partecipava con grande passione e intensità, spesso cantando le canzoni insieme ai musicisti. Il concerto, per voce e due chitarre, totalmente acustico, mi piaque molto e, devo dire, mi colpì più di quello elettrico visto a Roma. La bella voce di Pòllina, la sua straordinaria carica, la grande abilità nel suonare la chitarra, la qualità dei testi, emergevano per me molto di più in quella maniera. A fine concerto cominciò anche un piacevole rituale, a cui avrei assistito tantissime altre volte e con grande piacere in seguito, la vendita al pubblico, in dosi massicce, di tutti e 6 i CD che componevano allora il catalogo di Pollina. Bungaro assisteva con stupore a quella situazione davvero particolare, molto rara in Italia. Alla fine partimmo per Zurigo, che distava oltre 100 km. Con mia sorpresa il pullmino blu Ford Transit di Pippo, che avevo già visto a Roma, cominciò a sfrecciare a velocità supersonica lungo le autostrade elvetiche, tra l’altro sotto una pioggia battente. Avevo conosciuto il musicista palermitano come un nemico delle mode, strenuo ecologista, contrario agli eccessi tecnologici, ironico nei confronti di chi, come me, si trovava spesso, per lavoro, attaccato al telefonino (a breve ne sarebbe però divenuto anch’egli accanito utilizzatore) e, soprattutto, nemico della velocità sulla strada; quella situazione al limite dell’esagerazione mi lasciò molto perplesso, oltre che preoccupato, costringendomi a spremere la mia auto e ad osare fin troppo, per non perdere di vista i nostri battistrada. Seppi poi che alla guida era Pablo Miguez, che aveva una fretta micidiale di rientrare a Zurigo, e che Pippo stava dormendo. Alla prossima puntata, che prometto a brevissima scadenza, l’incontro con la famiglia Pollina al completo e il successivo concerto, molto interessante e decisivo per le future scelte di collaborazione.

Primi giorni del dicembre 2007 (giorno più, giorno meno), fine sesta puntata

Quinta puntata: Un primo impatto tra entusiasmo, delusioni e stupore

18 Febbraio 2008

E venne appunto la sera del 5 novembre, con il fatidico primo concerto di Pippo Pòllina a Roma. Prima dell’inizio della serata, in cui la musica era preceduta dall’incontro con Nando Dalla Chiesa, cenammo in una trattoria di Testaccio a due passi dall’ AKAB. Fu l’occasione per conoscere i musicisti di Pippo e per cominciare a parlare con lui in modo più approfondito del suo passato e di possibili progetti comuni. Ricordo Stefano Neri, zurighese di madrelingua tedesca, a dispetto del nome, bassista ed anche arrangiatore di alcuni CD del cantautore e Daniel Spahni, batterista assolutamente folle, con la passone per il whisky (con relative complicate conseguenze), in seguito finito a suonare la musica che preferiva, il reggae, con il mitico Linton Kwesi Johnson. Mi raccontarono tante cose, ma soprattutto della difficilissima gestazione dell’ album appena uscito, “Il giorno del falco”, del produttore artistico italiano e famoso, Vince Tempera, che doveva servire per traghettare il progetto in Italia, del pazzesco “bidone” subito da quest’ultimo.
Pòllina si ritrovò infatti a Zurigo in studio, lui con tutti i musicisti pronti per cominciare a registrare, ad attendere inutilmente per tutta una giornata Vince Tempera, che non si presentò all’appunatamento. In serata riuscirono a contattarlo e seppero che, nonostante un contratto per l’album di alcune decine di milioni (di lire, ovviamente), aveva all’ultimo optato per un ingaggio per CANALE 5 ed era andato in Russia …. senza neanche prendersi la brigadi avvertire …. i nostri restarono di pietra, come in un vicolo cieco.
Non c’era nulla a livello di preproduzione (Tempera diceva di non averne bisogno e che avrebbero fatto tutto in studio) ed era tutto da improvvisare. La cosa che veniva da fare era rinunciare e rinviare. Ma lo studio era prenotato e si doveva comunque pagare, decisero perciò di procedere. E grazie alla saldezza di nervi e alla professionalità di Stefano Neri e alla creatività di Pippo “Il giorno del falco” fu registrato e uscì nei tempi stabiliti.
Ci spostammo al locale per il concerto; è indiscutibile che, con la straordinaria esposizione mediatica (La Repubblica nazionale, presentazione su altri quotidiani, dirette nella giornata a Radio Rai 1, Radio Città Futura e in TV, a Rai 1 Mattina), i diversi amici di vecchia data di Pippo e gli addetti ai lavori invitati, insieme ai partecipanti al convegno pre-elettorale indetto da Nando dalla Chiesa, ci si aspettava la coda fuori dall’ AKAB.
E invece così non fu, evidentemente già da allora Roma e un po’ tutta l’Italia avevano perso il dono della curiosità verso nuove conoscenze; tutto il successo mediatico non aveva portato più di una decina di persone !! Il locale era comunque abbastanza pieno, ma prima dell’inizio del concerto non si nascondeva un po’ di delusione.
Terminato il convegno cominciò il concerto. Tra i presenti notai con piacere Renato Venturiero (già citato nella puntata precedente) e un’emissaria (tedesca) della BMG (che distribuiva “Il giorno del falco” in Germania). C’era Michele Gambino, giornalista d’assalto di Avvenimenti e amico  collega di Pippo al periodico I Siciliani. C’erano anche alcuni degli Agricantus, il gruppo con cui Pòllina aveva cominciato a suonare a Palermo nel lontano 1978 e che aveva ormai raggiunto un successo significativo nell’ambito del panorama world italiano; con mio stupore nessuno di loro entrò, rimasero all’ingresso intravvedendo solo il concerto. Ci fu solo un saluto un po’ freddino a fine serata. Fu così che seppi che fra Pippo e i suoi ex amici e compagni di musica nella Palermo dei tempi più bui (78-84) c’era un rapporto molto teso, acuito da una reazione molto stizzita della band ad un’ articolo uscito un paio di giorni prima sulle pagine de La Repubblica di Napoli, che citava erroneamente a caratteri cubitali Pippo come “…il fondatore degli Agricantus” (invece di ..”Uno dei fondatori” ..). Nei tempi seguenti la tensione sarebbe ulteriormente cresciuta, coinvolgendo anche il loro discografico della CNI Paolo Dossena (ne riparleremo nelle prossime puntate).
Il concerto fu coinvolgente e lui colpì un po’ tutti per la sua grandissima carica e per la bella voce, le canzoni erano belle, gli arrangiamenti forse un po’ troppo “Rock”.
Chi restò davvero colpito dal musicista palermitano fu Nando dalla Chiesa che, oltre ad apprezzare molto le qualità artistiche e vocali di Pollina, si interessò moltissimo al suo intenso passato di militante anti-mafia. I due parlarono moltissimo e  il sociologo decise in pochi istanti di inserire la storia di Pippo tra gli episodi del libro “Storie eretiche di cittadini perbene”, che stava per pubblicare.
Anche negli anni seguenti Nando dalla Chiesa fu vicino a Pollina e ne seguì la lenta e faticosa gavetta italiana, cercando quando possibile di aiutarlo.
Quasi immediatamente, prima di rientrare a Zurigo (dove viveva con la moglie Christina e due figli piccoli), il musicista trascorse un’intera giornata a rispondere a domande di dalla Chiesa e a discutere con lui.
Era comiciato, anche se nessuno lo poteva immaginare, il lento, faticoso, talora frustrante, ma spesso entusiasmante ritorno di Pippo Pòllina sulla scena italiana.
6 Novembre 1997  Fine quinta puntata

Quarta puntata: C’era già un Cd in cantiere: Alessandro, dal Salento con furore.

13 Febbraio 2008

Prima di tutto mi scuso vivamente per la lunga latitanza e conseguente interruzione della pubblicazione.
Spero che la continuazione sia fin d’ora interessante.
Prima di tuffarci nella storica serata dell’ Akab vorrei segnalare un esperienza parallela di quel periodo, che ci fece avere il primo vero approccio con la discografia e l’editoria.
E che ci avrebbe fatto capire già ai primi passi come poteva essere duro e senza scrupoli l’ambiente discografico italiano. E, strana coincidenza, quella prima esperienza si trovò ad avere legami curiosamente stretti con la  nascente collaborazione con Pippo Pollina.
Tutto cominciò con l’incontro con un ragazzo di Lecce, molto deciso e intraprendente, cantante e compositore, che mi parlò del suo progetto che stava portando avanti da quando si era trasferito a Roma. Si trattava di Alessandro Coppola, divenuto di recente papà di Giovanni, che aveva fondato i Nidi d’Arac, che da quel 1997 di strada ne avrebbero fatta molta.
Noi producemmo, ancora come Concertopoli, un EP con quattro tracce, intitolato “Maccarie”, come il brano più significtivo del mini-album; musica tradizionale salentina, pizzica tarantata, riarrangiata in chiave elettronica, con coinvolgenti tappeti ritmici di drum’n bass, e il grande carisma del front-man.
Riuscimmo a combinare un’operazione editoriale molto interessante, coinvolgendo gli amici di Stampa Alternativa, che pubblicarono il mini-cd allegato ad un libretto omonimo, che, oltre
a parlare in modo approfondito della tradizione musicale salentina, presentava una serie di mie interviste ad alcuni singoli artisti o componenti delle band più significative della nascente scena folk-etno-world italiana (Agricantus, Mau Mau, Daniele Sepe, Africa Unite e altri).
Questa pubblicazione aiuto molto i Nidi d’Arac a farsi conoscere ed infatti cominciarono ad esserci anche diversi concerti. Intanto il gruppo aveva cominciato a registrare altri brani, con l’idea di provare a pubblicare un album. A questo scopo ci eravamo attivati per cercare un’ etichetta che potesse pubblicare e io provai a proporre la cosa ad una persona che conoscevo come molto entusiasta e appassionata, Renato Venturiero, che purtroppo è scomparso alcuni anni orsono. Renato era titolare della Rosso di Sera, con sede a roma in via Asiago, a due passi dalla storica sede RAI; era il discografico di artisti emergenti come Latte e i suoi derivati e Tom Sinatra. L’avevo conosciuto perchè aveva pubblicato un singolo con due brani di Bungaro, accompagnato dalla voce celestiale di Kay Mc Carthy, la cantante irlandese a cui quell’anno avevamo organizzato un tour in diversi teatri italiani e a cui in seguito avremmo pubblicato due album. Di lei si parlerà molto più avanti. Alessandro Coppola e io incontriamo Venturiero e lui ci comunica che ha un possibile partner con cui far uscire l’album (ormai quasi terminato presso la Fattoria Sonora) e ci combina un appuntamento con lui, presso gli uffici della sua etichetta (e non solo), la famosa e un po’ discussa CNI (Compagnia Nuove Indye).
L’incontro avvenne, se non ricordo male già nel 98, e ne parlerò presto, quando anche l’avventura con Pippo pollina sarà arrivata a quel punto.
Perciò ora direi di ritornare al 5 novembre, alla fatidica serata di Pippo Pollina all’ Akab.
5 Novembre 1997  Fine quarta puntata